Finestre sull’Auso

Relazione a cura di Gianluca Selleri

GIORNO 29/12/2016
squadra in parete:
Gaetano Proietto (Gruppo Puglia Grotte)
Gian Claudio Sannicola (Gruppo Grotte Grottaglie)
Gianluca Selleri (Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico)

squadra addetta alla gestione del drone:
Franz Maurano, Maria Venezia, Giovanni Bocchino, Alessandra Lanzetta (Gruppo Speleologico Natura Esplora – Summonte)
Vincenzo Martimucci (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche)
Mariangela Martellotta (Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico)

Con un primo volo del drone è stato individuato il punto migliore per iniziare la discesa della parete che ha una altezza complessiva di poco superiore a 100 m. Il punto è stato individuato grossomodo al primo bivio che si incontra lungo lo sterrato che parte dalla strada asfaltata (via Sant’Antuono – riferimento google maps). Da qui utilizzando la base di un tronco è stato superato un primo saltino di circa 8 m. Alla base del salto c’è un terrazzamento e subito sotto una serie di gradini occupati da una folta vegetazione. Qui abbiamo penato non poco per poter superare la vegetazione, provando varie vie fino a sbucare al di sotto della macchia. Da qui ci siamo affacciati pienamente sulla parete e ne abbiamo potuto apprezzare visivamente l’estensione e l’altezza. Siamo scesi in verticale alcuni metri disgaggiando un bel po’ di materiale e dopodiché abbiamo cominciato a traversare per entrare nel portale sul cui fondo si apre la finestra individuata da Franz e Vincenzo alcuni mesi prima fermandoci a pochi metri da questa per mancanza di corda (la 100 che ci eravamo portati era finita) e perchè cominciava a fare buio.

Durante la discesa abbiamo notato che sul tetto dell’ampio portale c’è un camino alto  5 – 6 m alla cui sommità si vede una bellissima condotta freatica suborizzontale di sezione circolare (con diametro di poco superiore al metro)  che non era visibile nei filmati già ripresi dal drone.

GIORNO 30/12/2016
Siamo rimasti in 3 (Gian Claudio Sannicola, Gianluca Selleri e Mariangela Martellotta) dato che gli altri sono al Parchitello per l’immersione speleosubacquea nel sifone terminale. La sera del 29 guardando i filmati registrati dal drone ci siamo accorti della presenza di altre finestre più basse rispetto a quella che rappresenta il nostro iniziale obiettivo quindi i nostri propositi sono: completare il traverso per raggiungere la finestra, attrezzare la verticale per vedere anche le finestre più basse, sostituire la corda per attrezzare in modo fisso il traverso.
La finestra viene raggiunta con pochi altri frazionamenti. Si tratta di un ambiente verticale in risalita impostato su frattura. Si notano un paio di buchi a circa 10 m dal pavimento che varrebbe la pena di andare a vedere. Da questa prima finestra abbiamo attrezzato la verticale per raggiungere gli altri buchi in parete fino ad arrivare sul vascone dell’Auso.
Tutte le cavità raggiunte si sono rivelate piccole cose non significative con l’eccezione dell’ampia caverna che si apre in corrispondenza del terrazzo da cui poi ci si può affacciare direttamente sul vascone dell’Auso (il livello dell’acqua è circa 20 m più in basso del ciglio del terrazzo). Si tratta di una caverna sormontata da un bel camino alto una decina di metri di cui non si vede chiaramente la parete interna ed in cui confluiscono due condotte freatiche quella di diametro più piccolo è lunga un paio di metri e chiude subito in roccia; quella più grande ha una sezione a forma di occhio (almeno 2 m di larghezza x 1 m di altezza ) ed è completamente intasata inferiormente da detrito e superiormente dalle concrezioni). La base della caverna è sfondata e da su una condottina suborizzontale che fuoriesce più in basso sul ciglio del terrazzo.
Risalendo abbiamo notato che c’è un secondo camino al tetto del portale oltre a quello individuato il giorno 29 ed anche qui sembrerebbe che ci sia una finestra. Abbiamo smontato tutta la progressione lasciando sul traverso una corda da 20 m (largamente insufficiente per completare l’armo fisso).

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