Cavità Artificiali

 
Le Cavità Artificiali in Campania 
Riscoperta di una cavità artificiale a Casalnuovo di Napoli 
Sul rinvenimento di una cava di tufo nel comune di Lusciano (Caserta)  
Lineamenti di storia del sottosuolo dell’antica Napoli e rinvenimento di un ipogeo di epoca greco romana
Le miniere di bauxite di Cusano Mutri (Monti del Matese – Campania)
Riunione annuale della commissione cavità artificiali SSI (resoconto) 
VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali - Napoli 30 maggio - 2 giugno 2008
Qanat delle Fontanelle - Roccarainola (NA)
Puliamo il Buio 2008 - Qanat delle Fontanelle Roccarainola (NA) 27-28 settembre 2008 - Il comunicato stampa - Le immagini


Riscoperta di una cavità artificiale a Casalnuovo di Napoli

Sossio Del Prete, Berardino Bocchino
La nota integrale è  pubblicata sulla rivista della Società Speleologica Italiana “Opera Ipogea”,n°2 1999 , pp.19-26

Gli Autori segnalano la scoperta di una cavità artificiale a Casalnuovo di Napoli, avvenuta in seguito all'apertura di una voragine. In questa nota viene presentato il rilievo topografico, il primo di una cavità in questa città, la descrizione del suo stato attuale di conservazione e vengono spiegate le cause che l'hanno generata.

Versione integrale  


Sul rinvenimento di una cava di tufo nel comune di Lusciano (Caserta)

Sossio Del Prete, Berardino Bocchino 
La nota integrale è pubblicata sulla rivista della Società Speleologica Italiana “Opera Ipogea”,n°3 1999 , pp.51-58

Nella presente nota viene riportato lo studio e il rilievo topografico di un'antica cava di tufo, risalente alla fine del 1800, rinvenuta nel sottosuolo del centro abitato del comune di Lusciano in provincia di Caserta. L'ipogeo è stato individuato "ufficialmente" a seguito dell'apertura di una grossa voragine profonda circa 11 metri che ha interessato la sovrastante sede stradale e un edificio di privata abitazione. La cavità è costituita da undici camere che si susseguono a formare un'unica galleria e all'interno di ognuna delle quali si rinviene un pozzo d'accesso alla stessa, oggi tutti ostruiti e in grave stato di alterazione. L'ipogeo è scavato all'interno della formazione dell'Ignimbrite Campana che si presenta generalmente con un aspetto molto compatto, sebbene al suo interno sia possibile osservare anche la caratteristica presenza di fumarole fossili che rendono la roccia molto friabile.

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Lineamenti di storia del sottosuolo dell’antica Napoli e rinvenimento di un ipogeo di epoca greco romana

Sossio Del Prete, Rita Mele, Berardino Bocchino
La nota integrale è pubblicata sulla rivista della Società Speleologica Italiana “Opera Ipogea”, n°3 2000 , pp.3-18

Riassunto

Le caratteristiche geologiche e geomorfologiche dell’area napoletana hanno permesso lo sviluppo di numerose strutture ipogee costruite in epoche diverse con differenti scopi funzionali. In questa nota viene descritto il rinvenimento di una di tali strutture in via Settembrini. Si tratta di un sistema costituito da una tomba a camera e da una cisterna scavati nella formazione del Tufo Giallo Napoletano. Lo studio della paleomorfologia del territorio e delle vicende storiche della città hanno consentito anche di avanzare una possibile datazione dell’ipogeo. Questi studi fanno ritenere che la struttura tombale risalga probabilmente al IV-V sec. a.C. e la cisterna al XVII sec.

Abstract

The geological and geomorphologic features of Neapolitan area have supported, during centuries, the development of many hypogeum with different purposes. The cavity described in this work is dug within the Yellow Neapolitan Tuff formation and consist of three sepulchral chambers and of a tank. In the sepulchral chambers are present polychromes fresco and in one of this chamber are also present the relict of tomb bed. The tank, instead, have an irregular planimetry with waterproofed walls. From the study of historical and geomorphologic reconstruction of the area of hypogeum, it is possible to date the sepulchral chamber at the IV-V century b.C, while the tank is dated probably XVII century A.D.

Versione integrale


Le miniere di bauxite di Cusano Mutri (Monti del Matese – Campania)

Sossio Del Prete, Rita Mele, Francesco Allocca , Berardino Bocchino
La nota integrale è pubblicata sulla rivista della Società Speleologica Italiana “Opera Ipogea”, n°1 2002 , pp.3-44

Riassunto

Nell’ambito di un programma di ricerca sui siti minerari in Campania, in questa nota vengono presentati i risultati relativi alle esplorazioni condotte presso il giacimento bauxitico della Regia Piana a Cusano Mutri (BN), sui Monti del Matese.
I depositi bauxitici del Matese rappresentano un importante livello guida di età medio cretacica nell’ambito della successione mesozoica di piattaforma carbonatica che costituisce l’ossatura del massiccio. La loro genesi è associata ad una fase di continentalità in ambiente tropicale che interessò l’area in questione tra l’Albiano ed il Cenomaniano (circa 90-110 milioni di anni fa).
Le bauxiti, essendo ricche di ossidi di Alluminio, ne rappresentano anche la principale fonte di estrazione e proprio per questo scopo, agli inizi del 1900, la Società Anonima Monte Mutri, prima, e la Società Anonima Montecatini, poi, si dedicarono per alcuni decenni all’attività estrattiva della bauxite presente in quest’area del Matese che portò alla realizzazione di diverse gallerie minerarie e cunicoli esplorativi di cui solo undici risultano oggi ancora esplorabili.

Abstract

In this paper the authors report data of eleven bauxite mines in Cusano Mutri land, in the Matese Mountain. The bauxite deposits are the result of a continental phase in tropical environment during the geological evolution of area in the Albo-Cenomanian age (about 90-110 million years before present). This rock is mostly constitute of Aluminium oxide and represent the raw materials for the extraction of metallic Aluminium. The quarrying of bauxites from the Cusano Mutri deposit become in the 1919-1921 by Società Anonima Monte Mutri and after 1939 by the Società Anonima Montecatini, until 1963. During research we have explore eleven mines and in this paper we report the data of these mines that are composed by sub-horizontal gallery average large of 1,6 meters and high 2 meters for a planimetric development variable between about ten meters and more than 1500 meters. Today only these mines is possible explore because some others are obstruct by landslides.Now, the mines are desert, but represent an important shelter for the local fauna.  


VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali - Napoli 30 maggio - 2 giugno 2008

Dopo diciassette anni dal III Simposio Internazionale sulle Cavità Artificiali organizzato dal CAI di Napoli a Castel dell’Ovo, la speleologia campana si è riproposta per ospitare una manifestazione di rilievo nazionale in materia di Speleologia in Cavità Artificiali in occasione delle celebrazioni del decennale della Federazione Speleologica Campana.

Il VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali si è svolto nella prestigiosa sede del Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 30 maggio al 2 giugno 2008 ed ha visto la numerosa partecipazione non solo di speleologi ma anche di studiosi e professionisti (archeologi e geologi in primis).

Altrettanto numerosi e di alto profilo tecnico, scientifico ed esplorativo sono stati i contributi provenienti da ogni parte d’Italia e non solo. Ampie sessioni sono state dedicate alle opere idrauliche sulla linea del Progetto Carta Antichi Acquedotti, alle opere insediative civili e di culto ed alle opere estrattive. Significativi sono stati gli interventi dedicati al recupero ed alla valorizzazione degli insediamenti sotterranei troppo spesso obliterati dalla mano dell’uomo.

Entusiastica da parte dei convegnisti anche la partecipazione alle escursioni presso alcuni siti di rilevante importanza storica della Campania come Piscina Mirabilis, la Pseudo Grotta della Sibilla presso il lago d’Averno, tratti degli antichi acquedotti di Napoli, nonché una “passeggiata” a Neapolis, tornando indietro nel tempo, attraverso gli scavi archeologici del complesso ipogeo di San Lorenzo Maggiore. La qualità dell’iniziativa ha avuto positivo riscontro tra i vari enti ed istituzioni che hanno presenziato portando all’avvio di proposte di collaborazione tra la Federazione Speleologica Campana e le realtà istituzionali della regione.

sito ufficiale www.campaniaspeleologica.org


 

Qanat delle Fontanelle - Roccarainola (NA)

 

Tra gennaio e febbraio corrente anno sono state effettuate alcune prospezioni speleologiche al qanat delle Fontanelle di Roccarainola, ad opera del GSNE, con l’obiettivo di perfezionare il rilievo e verificare lo stato di conservazione di questo raro, importante e purtroppo negletto bene culturale della nostra Regione.

I risultati dell’indagine, in parte già anticipati al VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, saranno presentati all’Amministrazione ed alla cittadinanza del comune di Roccarainola il prossimo 28 giugno, con inizio alle ore 17.30, nella sala del Consiglio Comunale di Roccarainola, in via Roma. L’ingresso gratuito è aperto a tutti gli interessati.

 

Un anteprima è visionabile su Youtube