Attività

Grave di Faraualla

sabato 21 gennaio 2017 entrata: ore 13:00 uscita: ore 21:00
squadra: Maria Venezia (GSNE), Getano Proietto, Giampaolo Pinto, Marilena Campanella (GPG), Michele Marzulli, Alessio De Bellis (GS Vespertilio)
obiettivo: verifica armo e sostituzione attacchi e corde “storici” sulla risalita verso il “ramo degli altamurani” (al fondo tenendosi sulla sinistra) e sul primo tratto del traverso.
Durante la salita, sono stati armati due saltini e sostituiti diversi attacchi fino ad un terrazzino dal quale parte il secondo tratto del traverso; da qui si può anche scendere di una decina di metri sulla base del primo pozzo in risalita, alto all’incirca 40 metri. Quest’ultimo, di forma fusoide abbastanza ampio, sarebbe interessante da risalire poichè vi é forte stillicidio dall’alto.
Notizia di Maria Venezia, foto di Giampaolo Pinto

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I sifoni di Parchitiello

Approfittando di un autunno ed inizio inverno molto secco ci si è organizzati per effettuare l’immersione a Parchitiello, obbiettivo principale il sifone di valle.

30/12/2016
Una nutrita squadra composta da:
Franz Maurano, Michele Manco, Maria Venezia, Giovanni Bocchino, Alessandra Lanzetta (GSNE)
Luca Pedrali, Vito Buongiorno, Benedetta Ciacci, Ciccio de Robertis (AIRES)
Pino Paladino, Rubens Fuentes (GSAVD)
Vincenzo Martimucci (CARS)
Gaetano Proietto (GPG)

Raggiunta la sale dei sifoni, Luca si è immerso nel sifone di valle ed dopo 25 minuti ecco una sua breve descrizione “Entrato in acqua dopo 5-6 metri alla profondità di -5 metri trovo la sagola vecchia, faccio un ancoraggio e parto in esplorazione, mi trovo in una grande sala che scende a 45 gradi, arrivando alla profondità di -16 metri proseguo, la galleria ha dimensioni di altezza di circa 10 metri e larghezza di 6 metri, il fondo è ricoperto di fango e detriti, la corrente è nulla. La visibilità si mantiene ottima circa 7-8 metri, temperatura dell’acqua 8 gradi, mi giro per vedere come resta dopo il mio passaggio e come pensavo peggiora, le bolle che escono dal mio circuito aperto staccano sulla volta il limo depositato creando una fitta nebbia. Raggiungo e mantengo per quasi tutta l’immersione una profondità stabile dai -16 ai -18 metri, poi una risalita che mi porta a dove mi sono fermato -13 metri su un restringimento dove moltissima ghiaia ostruisce il passaggio.
Li ho deciso di rientrare,non ho notato altre vie ….”

Dalle misure effettuate da Luca la condotta è lunga 150 metri e ha una direzione di 255°N

Visto che Luca aveva ancora un pò di aria nelle bombole si è deciso di dare un’occhiata anche al sifone di monte ecco le sue parole “Seguo la sagola vecchia che però dopo pochi metri vedo che non è ancorata….. sopra di me una polla d’aria con un restringimento ….. non è la via, scendo e vedo di fronte a me un laminatoio largo circa 5/6 metri con molta ghiaia sul fondo, lo passo e la grotta assume le proporzioni del sifone a valle, proseguo ma dopo circa 30 metri dall’ingresso mi devo fermare perché ho finito la sagola, la profondità raggiunge i -12 metri e la direzione e costante i 120 gradi…la grotta prosegue!!”

I risultati dell’immersione sicuramente ci proiettano verso una nuova stagione esplorativa che speriamo porti a nuove conoscenze sui Monti Alburni

Finestre sull’Auso

Relazione a cura di Gianluca Selleri

GIORNO 29/12/2016
squadra in parete:
Gaetano Proietto (Gruppo Puglia Grotte)
Gian Claudio Sannicola (Gruppo Grotte Grottaglie)
Gianluca Selleri (Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico)

squadra addetta alla gestione del drone:
Franz Maurano, Maria Venezia, Giovanni Bocchino, Alessandra Lanzetta (Gruppo Speleologico Natura Esplora – Summonte)
Vincenzo Martimucci (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche)
Mariangela Martellotta (Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico)

Con un primo volo del drone è stato individuato il punto migliore per iniziare la discesa della parete che ha una altezza complessiva di poco superiore a 100 m. Il punto è stato individuato grossomodo al primo bivio che si incontra lungo lo sterrato che parte dalla strada asfaltata (via Sant’Antuono – riferimento google maps). Da qui utilizzando la base di un tronco è stato superato un primo saltino di circa 8 m. Alla base del salto c’è un terrazzamento e subito sotto una serie di gradini occupati da una folta vegetazione. Qui abbiamo penato non poco per poter superare la vegetazione, provando varie vie fino a sbucare al di sotto della macchia. Da qui ci siamo affacciati pienamente sulla parete e ne abbiamo potuto apprezzare visivamente l’estensione e l’altezza. Siamo scesi in verticale alcuni metri disgaggiando un bel po’ di materiale e dopodiché abbiamo cominciato a traversare per entrare nel portale sul cui fondo si apre la finestra individuata da Franz e Vincenzo alcuni mesi prima fermandoci a pochi metri da questa per mancanza di corda (la 100 che ci eravamo portati era finita) e perchè cominciava a fare buio.

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Verifica a Parchitiello

sabato 17 io (Maria Venezia), Giampaolo Pinto (GPG), Michele Marzulli e Alessio de Bellis (GS Vespertilio) siamo stati a Parchitiello per verificare lo stato delle corde e la portata dei sifoni al fondo che abbiamo stimato di circa 2-3 l/s (il livello dell’acqua è “normale”), mentre la cascata all’ingresso è di poco conto (considerando che non ha piovuto e che lo strato superficiale del ruscello che la forma è ghiacciato, FA FREDDISSIMO!). Durante la discesa è stato aggiunto un frazionamento sull’ultimo attacco del 60 e armati i due traversini, uno all’attacco e uno alla base, del pozzetto dopo il 60; all’uscita sono state semplicemente tirate su le corde, che sono comunque in buono stato.
Inoltre nel meandro verso il fondo, un camino in risalita su una colata, dal quale scende acqua, ispezionato da Marzulli sembra continuare, ma bisogna ritornarci e risalire con una corda (non ne avevamo più purtroppo!)

Foto di Giampaolo Pinto



 

Disarmo dei Vitelli

disarmo-vitellisabato 15 io (Maria Venezia), Giovanni Bocchino (GSNE), Gaetano Proietto, Giampaolo Pinto e Angela (GPG) abbiamo cominciato il disarmo totale dei Vitelli.

Verso le 12 siamo entrati io, Bocchino e Angela poichè saremmo dovuti scendere fino al “fondo fondo” e dopo tre ore sarebbero entrati Gaetano e Giampaolo per raggiungerci in risalita. La grotta era (come ci si poteva aspettare) molto bagnata già al primo pozzetto. Superata la seconda strettoia a -270, abbiamo percorso il meandro (molto bello) in alto sulle pareti, dove possibile, o in acqua fino alle ginocchia; giunti sul pozzo (di circa una 20 di metri) Bocchino è sceso facendosi una doccia in quanto la corda scendeva proprio sotto una cascatella così, essendo già quasi tutti bagnati e infreddoliti, si è deciso di disarmarlo e cominciare ad uscire. Sul primo pozzo a -270 ci siamo incontrati con Giampaolo e Gaetano è si è cominciato il disarmo.

Sono rimasti armati: gli ultimi due pozzetti del fondo fondo, i traversi e la risalita sotto ai pozzi Moana, la catena su pozzo Paura è stata tolta e la corda sul P40 (pozzo Carmen) è stata solo tirata su poiché avevamo finito i sacchi vuoti e ne portavamo fuori già 7 di cui uno totalmente squarciato al fondo.

Quindi dal trivio in sù la grotta è rimasta armata tranne il pozzetto dopo il massone la cui corda presentava una lesione ed è stata smontata, mentre il pozzo d’ingresso è stato disarmato. Tutte le bottiglie di plastica disperse in vari punti della grotta sono state portate fuori insieme alla bobina di cavo telefonico.

Usciti intorno alle 21 ci siamo mangiati 1 kg di spaghetti aglio e olio da Michele.

Per la squadra Maria Venezia

Relazione campo FSC Alburni 2016

logofsc_testoDal 6 al 20 agosto 2016 si svolto il campo estivo organizzato dalla Federazione Speleologica Campana la base logistica principale è stata fatta pr
esso il rifugio Aresta mentre durante la prima settimana un base distaccata è stata installata presso il rifugio Corcomone per permette il lavoro in quella zona.
Hanno partecipato al campo 83 persone tra speleologi e famigliari di cui 14 bambini con una permanenza media di 5 giorni.

Attività:
Grava I del Parchitiello: armo della grotta in previsione della prossima immersione al sifone di valle e alcune risalite sul collettore al fondo che purtroppo non hanno portato ad alcun risultato.
Inghiottitoio di Cavaggione: Continuazione del rifacimento del rilievo della grotta, il ramo di monte del meandro è stato rilevato ed è stata effettuata una risaluta a monte ma chiude su frana.
Grava dei Vitelli: riarmo della grotta fino al fondo, continuazione del nuovo rilievo, immersione con Luca Predali in alcuni sifoni dopo la seconda strettoia ma che per bassa visibilità non hanno portato ad alcun risultato, iniziato il recupero del materiale del campo installato nei rami nuovi.
Inghiottitoio III dei Piani di Santa Maria: verifica e sostituzione di alcune corde fino alla giunzione.
Grotta di Ciccio Piccolo: tentativo di superamento della strettoia finale, i lavori sono ancora in corso.
Esplorazioni speleosubacquee nell’area di Castelcivita (SA): In particolare una di queste realizzata dallo speleosub Josè Amici, afferente allo Speleo Club Roma, Prometeo Ricerche e Gruppo Speleologico Natura Esplora, ha portato al ritrovamento di una condotta di cui si era persa memoria. Immergendosi in un punto lungo il fiume Calore nei pressi del complesso carsico Castelcivita-Ausino, Josè è entrato in una condotta di dimensioni 7m x 15m che procede in direzione della Grotta di Castelcivita proseguendo per 150 m ad una profondità di circa 30 m, fino ad una strettoia, che sarà meta delle prossime immersioni. Da una prima ricostruzione sembra che questa condotta fosse già stata tentata a metà degli anni ’90 ma era ostruita; durante queste immersioni è stata, invece, trovata stappata rendendone possibile l’esplorazione.

Grotta Muschio che Soffia: effettuato il rilievo della grotta, di recente scoperta e attualmente in esplorazione. Si è attualmente fermi ad una profondità di -100m davanti alla “strettoia dello stetoscopio”, da forzare, alla base di un meandro con evidente prosecuzione. Le condizioni di forte vento, acqua e latte di monte nel meandro non rendono agevole la prosecuzione.
Grotta del Campo di Cerabona: l’Inghiottitoio I presenta una galleria sub-orizzontale di circa 250m che termina con un sifone. La presenza di un passaggio alto sul sifone ci ha portati a cercare un bypass ma con risultati non incoraggianti. Il tentativo di abbassare il livello del sifone è anch’esso fallito. Invece, in superficie, nella direzione della galleria vi sono una serie di buchi soffianti. Uno di questi è stato forzato e ci ha permesso di rilevare un altro tratto di galleria con un sifone di monte ed un crollo a valle.
Grotta Don Pasquale il Fotografo: effettuato il rilievo di un ramo in risalita al fondo. Scavo in una dolina con conseguente accesso ad un pozzetto di circa -4m che stringe alla base. L’analisi del rilievo e della posizione della dolina fanno pensare ad un collegamento e sperare in un futuro secondo ingresso della grotta.
Grava di Castiglione: verifica del livello dell’acqua al fine di poter continuare l’esplorazioni intraprese l’anno scorso.
Inghiottitoio sotto Serra Carpineto: escursione con i bambini nella meandro iniziale

  • Esplorazione e rilievo di alcune cavità minori in zona Frone e rivisitazione di alcune doline in zona Corcomone
  • Esplorazioni di alcune cavità ai piedi dell’Antece

Inghiottitoio Cavaggione il continuo

A cura di Maria Venezia

17 LUGLIO 2016

Squadra armo: Maria Venezia (gsne), Gianluca Selleri (gsl ‘Ndronico), Francesco Ferraro (gsg le grave)

Squadra rilievo: Mariangela Martellotta (gsl ‘Ndronico), Vincenzo Martimucci (cars)

La giornata di domenica è stata fruttuosamente impegnata per terminare l’armo di Cavaggione e cominciarne il rilievo. La squadra d’armo si è avviata per prima verso le 11:30 raggiungendo il fondo per le 16:00. Durante la discesa è stato sistemato l’armo del traverso nella prima strettoia rendendolo più agevole; arrivati al punto della volta precedente si è migliorato l’armo sul P25 e ci siamo così addentrati nella parte di grotta che ancora non conoscevamo. La grotta da qui in poi (ahimè) diventa tutta un meandro molto stretto con passaggi obbligati a terra (in pozzanghere) o in obliquo fra due pareti schiacciate, scomodo per il passaggio dei sacchi (e delle persone!); le strettoie si interrompono a tratti quando ci sono i pozzetti: gli ultimi P15, P3, P8, e P5 che affaccia sulla frana terminale. Quest’ultima è una saletta non molto grande e totalmente occlusa alla base da detriti di grandi dimensioni, non vi sono altre vie laterali o in alto quindi, molto probabilmente, continuerebbe in basso.  Tutto il meandro è attivo e molto bagnato con vaschette piene d’acqua, probabilmente nei mesi più umidi vi è proprio scorrimento alla base che forma cascatine sui pozzi, mentre le pozzette d’acqua, nella parte iniziale della grotta, stavolta erano in secca.

Arrivati al fondo poco prima delle 16:00 siamo usciti intorno alle 19:30, bagnati e un po’ stanchi, ma il bradipo e la martellotta ci aspettavano (con immenso piacere) davanti Serra Carpineto col fuori strada.

Vincenzo e Mariangela hanno effettuato il rilievo fino alla prima strettoia.

Il materiale d’armo è tutto del gsl ‘Ndronico.

 

Foto di Francesco Ferraro

Inghiottitoio Cavaggione (Cp. 1145)

LOCALITA’ : Serra Carpineto – Comune di Petina
DATA: 03.06.2016
PARTECIPANTI: Vincenzo Martimucci CARS, Gianluca Selleri GSLN, Mariangela Martellotta GSLN, Maria Venezia GSNE
FOTO e VIDEO: Mariangela Martellotta
TEMPO: qualche goccia d’acqua durante la mattinata con nubi passeggere.
RELAZIONE: Vincenzo Martimucci

Partiti alle 10.00 dal Rifugio Casone Aresta Osservatorio – Monte Alburni – dopo 30 minuti di avvicinamento con auto arriviamo in zona Serra Carpineto e proseguiamo a piedi per 15 minuti fino all’ingresso della grotta. Ci guida Maria Venezia che ci è già stata nel mese di gennaio con Gaetano Proietto ed altri percorrendola in parte http://www.gsne.it/?p=868. Obiettivo dell’uscita è attrezzare tutta la grotta per avviare attività di approfondimento, foto ed esplorazione di vari punti segnalati dai primi esploratori del 1988. La grotta corrisponde alla descrizione riportata sul libro degli alburni (vedi sotto), ha diverse zone strette fra cui una strettoia “antibradipo” che ha intrattenuto l’animaletto per oltre mezz’ora….
Fra il punto 3 e il punto 4 del rilievo si incontra un breve tratto di grotta splendidamente concrezionato, subito dopo si attraversa una zona con diversi detriti di frana instabili che impongono prudenza nella percorrenza fino alla base del punto 4 compresa.
La progressione è stata attrezzata tutta ex novo fino ai due salti p25 e p15 con materiale tutto del GSL Ndronico (corda da 9 + maglie rapide e moschettoni in acciaio), verso le 21.30 sono finite le batterie del trapano e i fix.
La grotta presenta diverse zone meritevoli di approfondimento esplorativo, è comunque molto fredda e in alcuni punti le zone strette sono leggermente impegnative. Durante l’estate sarà sicuramente oggetto di approfondimento e magari si potrebbe organizzare una revisione del rilievo.
Usciti dalla grotta verso le 23.30 e rientrati al rifugio alle 00.30


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Esercitazione DistoX

Giovedì 2 giugno 2016, grazie al supporto di Vincenzo Martimucci abbiamo cominciato a capire ed usare il DistoX, dopo un spiegazione dei vari modi di procedere, delle funzionalità dello strumento e del programma di rilievo si è passati prima alla taratura del Disto poi si è proseguito con una breve esercitazione all’ingresso della Grotta di Fra Gentile.

Presenti: Franz, Maria, Paola, Adelmo, Alessio, Gaetano, Vincenzo, Mariangela.

Ritorno al “Buco”

P1110778Nella giornata di domenica 7 febbraio siamo ritornati al Buco eravamo il sottoscritto, Michele, Tina, Maria e Gaetano (GPG). Gaetano, Tina e Maria al Buco hanno provveduto ad allargare meglio la partenza del primo pozzo, ma si sono dovuti fermare prima della nuova zona di lavoro a causa di un piccolo incidente occorso a Gaetano (un banale scivolata nel meandro) che li hanno indotti ad uscire. Si segnala un abbondante stillicidio e fango. Negli stessi tempi io e Michele abbiamo provveduto a ripulire gli ingressi di altri due buchi in zona visti in una precedente ricognizione.

Francesco Maurano