Attività

Relazione Campo Alburni 2017

La Federazione Speleologica Campana con il coordinamento del Gruppo Speleologico Natura Esplora dal  5 al 20 agosto 2017 ha organizza un campo di esplorazioni speleologiche sul Massiccio degli Alburni con base logistica di appoggio presso il Casone Aresta, nel comune di Petina (SA). Il campo ha visto la presenza di 139 persone tra speleologi e non speleologi, così distribuite  55 donne, 72 maschi e 12 bambini (con un età compresa tra i 3 mesi ed i 14 anni) appartenenti a 17 gruppi.

Leggi tutta la relazione

Campo estivo Alburni 2017

La Federazione Speleologica Campana con il coordinamento del Gruppo Speleologico Natura Esplora dal 5 al 20 agosto 2017 organizza un campo di esplorazioni speleologiche sul Massiccio degli Alburni con base logistica di appoggio presso il Casone Aresta, nel comune di Petina (SA).
Il campo ha la finalità di proseguire le varie attività già in itinere durante l’anno.
La partecipazione è aperta a tutti gli speleologi che intendono impegnarsi nelle attività previste dal programma.

Programma
– Inghiottitoio I del Parchitiello immersione al fondo ai sifoni di valle e di monte
– Rivisitazione dei sifoni terminali a Grava d’Inverno e Inghiottitoio della Pila 1, Grava di Castiglione
– Rilevo ed esplorazione di alcune cavità in zona Panormo
– Esplorazione sistema dei Buchi
– Battute per ricerca di nuove cavità
– Rivisitazione e documentazione di cavità note di cui mancano documenti recenti

Il programma potrà subire integrazioni e delle variazioni per cause di forza maggiore (condizioni meteo o pericoli) senza alcun preavviso.

Logistica
La quota a persona è di 8 € al giorno e comprende prima colazione e cena.
L’alloggio è in tenda personale nel bosco circostante.
Il rifugio è dotato di gruppo elettrogeno e servizi igienici minimi e l’acqua viene approvvigionata con taniche a 12 km c’è la risorgenza dell’Auso con vasconi dove è possibile lavare se stessi e le attrezzature; pertanto è richiesto un discreto spirito di adattamento e una collaborazione alla gestione campo.
Visti gli obiettivi del campo ed essendo questo autogestito i partecipanti dovranno aderire alle varie iniziative organizzate tralasciando le proprie attività personali ma piuttosto proponendo e condividendo ed attenersi alle indicazioni date dagli organizzatori sia per quanto riguarda le attività in grotta sia in relazione alla gestione della logistica.

Per una miglior organizzazione, si chiede a chi intende partecipare al campo di contattarci via sms al 3299064395 indicando i giorni di presenza

Note per i partecipanti: le grotte hanno una temperatura media circa 8° e sono bagnate pertanto si consigliano in alcuni casi i calzari, se avete una muta portatela potrebbe servire; ognuno deve essere dotato di proprie stoviglie (piatto, bicchiere e posate).

Partecipazione al campo speleo “AZZOP’U PEDE”

Dal 30 giugno al 2 luglio si è svolto il primo campo speleo organizzato dal gruppo “le forre del tirreno”, in località Sant’Angelo a San Lucido (provincia di Cosenza), dal caratteristico nome calabrese “AZZOP’U PEDE”, al quale ho partecipato. I ragazzi, alle prese con il loro primo campo, se la sono cavata non bene, di più! Il campo era su in montagna a quota 911 m, in un campo dove avevano precedentemente tagliato l’erba alta e ripulito tutto, portando anche l’acqua vicino alle tende e ai tavoli con un tubo collegato alla fontana sull’altro lato della strada. L’ospitalità, la simpatia, l’intrattenimento (la sera si ballava e cantava) e soprattutto la cucina erano perfetti, infatti ho invitato il cuoco ad una gara culinaria con Franz!. Dal punto di vista esplorativo, si tratta di una zona abbastanza vergine, negli ultimi due anni i ragazzi, con l’aiuto di alcuni gruppi pugliesi, hanno cominciato ad aggiungere nuove grotte alle pochissime già conosciute (e continuano a farlo!). Le grotte finora esplorate raggiungono profondità massime intorno ai 50 m e sono prevalentemente suborizzontali e acquatiche (anche in questo periodo di siccità le grotte sembrano non averne risentito) poichè la catena costiera cosentina ha uno spessore di rocce carbonatiche intorno ai 70 m, terminante su un basamento cristallino metamorfico, quindi la possibilità di approfondimento delle cavità ipogee è abbastanza ristretto. Lo scopo del campo, oltre a quello si farsi conoscere e far conoscere le proprie zone, era quello innanzitutto di rilevare un ramo nuovo della “grotta Sant’Angelo” (la più estesa) dopo il sifone, a circa metà del suo sviluppo, ma, purtroppo, il livello dell’acqua era troppo alto e non poteva essere superato (considerando che è un collo d’oca); questo ramo è importante poiché va nella direzione del sifone di valle della “grotta Mario e Andrea” e i due sifoni distano circa 20 metri. Nemmeno in quest’ultima si è riusciti a fare granchè poiché, sia nel sifone di valle che in quello di monte, vi era troppa acqua e fango “liquido” (appena si arriva al fondo si sprofonda nel fango di circa 50 cm). Inoltre, diversi gruppetti di persone sono stati alla “grotta Provenzano” dove bisognava migliorare l’armo e disostruire al fondo; altri, alternativamente, si sono occupati dell’esplorazione principale alla “Risorgenza nuova” che prevedeva l’allargamento delle condotte (veramente strette) e il passaggio nel condotto allagato (ancora più stretto) per vedere se continuava la grotta. La disostruzione col il martello demolitore (grazie ad un generatore portato fuori alla risorgenza) ha portato all’allargamento di alcuni punti così da riuscire ad estrarre il materiale mano a mano prodotto che altrimenti avrebbe ostruito totalmente i condotti. Il primo a provare a superare il condotto allagato è stato Selleri ma, a causa di uno spuntone, non ci è riuscito, quindi ci ho provato io e ho superato il punto critico notando che lì la grotta chiude e che si tratta effettivamente di un sifone. La grotta potrebbe proseguire verso l’alto, sopra il sifone, ma è un posto difficile per lavorare che va ancora allargato poiché si è totalmente in acqua e girati su un fianco senza possibilità di cambiare posizione (considerando che si entra di faccia e si esce di piedi), sarà sicuramente oggetto delle prossime esplorazioni. Personalmente sono stata anche alla “grotta del Disfattista”, insieme a Giampaolo Pinto, per controllare il livello dell’acqua nel sifone terminale ma, avendo finito le corde non siamo riusciti a raggiungere il fondo; dopo di noi nessuno più è entrato a causa della diventata famosa “vacca in decomposizione” le cui ossa, sparse all’ingresso e in una strettoia iniziale, puzzavano talmente tanto che, a parte il senso di vomito (che ho avuto per tutta la grotta e anche dopo) ancora adesso mi chiedo come abbiamo fatto a strisciarci sopra e a passare oltre (è stata una delle più brutte esperienze mai vissute che ricorderò per sempre!!!). Oltre queste già conosciute, ne è stata esplorata e rilevata un’altra: la “grotta Du Liepuru” (così chiamata a causa di una lepre morta al suo interno). Infine, ho invitato tutti i calabresi al nostro campo speleo in Alburni e sono rimasti tutti contenti.

Maria Venezia

Foto delle grotte e del campo a cura di Giampaolo Pinto

Tutti in grotta – 1 maggio 2017

L’escursione in grotta ha riscosso un buon successo con 22 partecipanti e tanti soci ed amici. Ecco alcune immagini

Risveglio muscolare

Siamo stati sulle pareti ai Porci Selvatici. Il gruppo si riunito con molta calma in tarda mattinata al casone Aresta e, dopo aver preparato imbracature, rifatto le longes e preso qualche caffè, ci siamo infine messi in macchina. Alle pareti, mentre gli istruttori armavano le quattro vie, il resto del gruppo preparava il pic-nic e si godeva il bel sole.  Tra una discesa e una salita, si è trovato il tempo di fare anche un ripasso della manovra di disgaggio e recupero del ferito su corda, di ripassare qualche nodo e di parlare di tecnica e di sicurezza. Tutto sommato, quindi, la giornata è stata piacevole ed utile, sia per chi voleva provare a rimettersi su corda, sia per gli AI, IT ed aspiranti e che hanno dato la loro sempre apprezzata ed indispensabile disponibilità.Per quanto riguarda le pareti, ci sarebbero da sostituire qualche spit-rock un po’ arrugginito e neutralizzare per bene qualche strofinamento della corda in partenza. Nel caso di un ritorno in loco, magari con un’uscita di scuola, si potrebbe migliorare l’armo nonché ripulire un po’ le vie da sterpaglie e rami secchi.
Hanno partecipato: Alessandra, Maria, Paola, Francesca, Lo Sbabbaro, Adelmo, Ferdinando e ci hanno fatto compagnia Pasquale e Giuseppe del CAI Napoli.
Grazie a tutti per la bella giornata! Giovanni B.
 [slideshow_deploy id=’1485’]

Grave di Faraualla

sabato 21 gennaio 2017 entrata: ore 13:00 uscita: ore 21:00 squadra: Maria Venezia (GSNE), Getano Proietto, Giampaolo Pinto, Marilena Campanella (GPG), Michele Marzulli, Alessio De Bellis (GS Vespertilio) obiettivo: verifica armo e sostituzione attacchi e corde “storici” sulla risalita verso il “ramo degli altamurani” (al fondo tenendosi sulla sinistra) e sul primo tratto del traverso. Durante la salita, sono stati armati due saltini e sostituiti diversi attacchi fino ad un terrazzino dal quale parte il secondo tratto del traverso; da qui si può anche scendere di una decina di metri sulla base del primo pozzo in risalita, alto all’incirca 40 metri. Quest’ultimo, di forma fusoide abbastanza ampio, sarebbe interessante da risalire poichè vi é forte stillicidio dall’alto. Notizia di Maria Venezia, foto di Giampaolo Pinto 170121_Faraualla (1) 170121_Faraualla (18)170121_Faraualla (12) 170121_Faraualla (16)

I sifoni di Parchitiello

Approfittando di un autunno ed inizio inverno molto secco ci si è organizzati per effettuare l’immersione a Parchitiello, obbiettivo principale il sifone di valle. 30/12/2016 Una nutrita squadra composta da: Franz Maurano, Michele Manco, Maria Venezia, Giovanni Bocchino, Alessandra Lanzetta (GSNE) Luca Pedrali, Vito Buongiorno, Benedetta Ciacci, Ciccio de Robertis (AIRES) Pino Paladino, Rubens Fuentes (GSAVD) Vincenzo Martimucci (CARS) Gaetano Proietto (GPG) Raggiunta la sale dei sifoni, Luca si è immerso nel sifone di valle ed dopo 25 minuti ecco una sua breve descrizione “Entrato in acqua dopo 5-6 metri alla profondità di -5 metri trovo la sagola vecchia, faccio un ancoraggio e parto in esplorazione, mi trovo in una grande sala che scende a 45 gradi, arrivando alla profondità di -16 metri proseguo, la galleria ha dimensioni di altezza di circa 10 metri e larghezza di 6 metri, il fondo è ricoperto di fango e detriti, la corrente è nulla. La visibilità si mantiene ottima circa 7-8 metri, temperatura dell’acqua 8 gradi, mi giro per vedere come resta dopo il mio passaggio e come pensavo peggiora, le bolle che escono dal mio circuito aperto staccano sulla volta il limo depositato creando una fitta nebbia. Raggiungo e mantengo per quasi tutta l’immersione una profondità stabile dai -16 ai -18 metri, poi una risalita che mi porta a dove mi sono fermato -13 metri su un restringimento dove moltissima ghiaia ostruisce il passaggio. Li ho deciso di rientrare,non ho notato altre vie ….” Dalle misure effettuate da Luca la condotta è lunga 150 metri e ha una direzione di 255°N Visto che Luca aveva ancora un pò di aria nelle bombole si è deciso di dare un’occhiata anche al sifone di monte ecco le sue parole “Seguo la sagola vecchia che però dopo pochi metri vedo che non è ancorata….. sopra di me una polla d’aria con un restringimento ….. non è la via, scendo e vedo di fronte a me un laminatoio largo circa 5/6 metri con molta ghiaia sul fondo, lo passo e la grotta assume le proporzioni del sifone a valle, proseguo ma dopo circa 30 metri dall’ingresso mi devo fermare perché ho finito la sagola, la profondità raggiunge i -12 metri e la direzione e costante i 120 gradi…la grotta prosegue!!”

I risultati dell’immersione sicuramente ci proiettano verso una nuova stagione esplorativa che speriamo porti a nuove conoscenze sui Monti Alburni

Finestre sull’Auso

Relazione a cura di Gianluca Selleri GIORNO 29/12/2016 squadra in parete: Gaetano Proietto (Gruppo Puglia Grotte) Gian Claudio Sannicola (Gruppo Grotte Grottaglie) Gianluca Selleri (Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico) squadra addetta alla gestione del drone: Franz Maurano, Maria Venezia, Giovanni Bocchino, Alessandra Lanzetta (Gruppo Speleologico Natura Esplora – Summonte) Vincenzo Martimucci (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche) Mariangela Martellotta (Gruppo Speleologico Leccese ‘Ndronico) Con un primo volo del drone è stato individuato il punto migliore per iniziare la discesa della parete che ha una altezza complessiva di poco superiore a 100 m. Il punto è stato individuato grossomodo al primo bivio che si incontra lungo lo sterrato che parte dalla strada asfaltata (via Sant’Antuono – riferimento google maps). Da qui utilizzando la base di un tronco è stato superato un primo saltino di circa 8 m. Alla base del salto c’è un terrazzamento e subito sotto una serie di gradini occupati da una folta vegetazione. Qui abbiamo penato non poco per poter superare la vegetazione, provando varie vie fino a sbucare al di sotto della macchia. Da qui ci siamo affacciati pienamente sulla parete e ne abbiamo potuto apprezzare visivamente l’estensione e l’altezza. Siamo scesi in verticale alcuni metri disgaggiando un bel po’ di materiale e dopodiché abbiamo cominciato a traversare per entrare nel portale sul cui fondo si apre la finestra individuata da Franz e Vincenzo alcuni mesi prima fermandoci a pochi metri da questa per mancanza di corda (la 100 che ci eravamo portati era finita) e perchè cominciava a fare buio.

Continue Reading →