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LOCALITA’ : Serra Carpineto – Comune di Petina DATA: 03.06.2016 PARTECIPANTI: Vincenzo Martimucci CARS, Gianluca Selleri GSLN, Mariangela Martellotta GSLN, Maria Venezia GSNE FOTO e VIDEO: Mariangela Martellotta TEMPO: qualche goccia d’acqua durante la mattinata con nubi passeggere. RELAZIONE: Vincenzo Martimucci

Partiti alle 10.00 dal Rifugio Casone Aresta Osservatorio – Monte Alburni – dopo 30 minuti di avvicinamento con auto arriviamo in zona Serra Carpineto e proseguiamo a piedi per 15 minuti fino all’ingresso della grotta. Ci guida Maria Venezia che ci è già stata nel mese di gennaio con Gaetano Proietto ed altri percorrendola in parte https://www.gsne.it/?p=868. Obiettivo dell’uscita è attrezzare tutta la grotta per avviare attività di approfondimento, foto ed esplorazione di vari punti segnalati dai primi esploratori del 1988. La grotta corrisponde alla descrizione riportata sul libro degli alburni (vedi sotto), ha diverse zone strette fra cui una strettoia “antibradipo” che ha intrattenuto l’animaletto per oltre mezz’ora…. Fra il punto 3 e il punto 4 del rilievo si incontra un breve tratto di grotta splendidamente concrezionato, subito dopo si attraversa una zona con diversi detriti di frana instabili che impongono prudenza nella percorrenza fino alla base del punto 4 compresa. La progressione è stata attrezzata tutta ex novo fino ai due salti p25 e p15 con materiale tutto del GSL Ndronico (corda da 9 + maglie rapide e moschettoni in acciaio), verso le 21.30 sono finite le batterie del trapano e i fix. La grotta presenta diverse zone meritevoli di approfondimento esplorativo, è comunque molto fredda e in alcuni punti le zone strette sono leggermente impegnative. Durante l’estate sarà sicuramente oggetto di approfondimento e magari si potrebbe organizzare una revisione del rilievo. Usciti dalla grotta verso le 23.30 e rientrati al rifugio alle 00.30


Descrizione delle grotta tratta dal libro Monti Alburni Inghiottitoio Cavaggione (Cp. 1145) Comune: Petina Località: Serra Carpineto Tav. IGM F°. 198 I SE Auletta Lat.: 40°30’25”; long.: 2°54’5 7″ Quota ingresso: 1230 m slm; quota fondo: 1004 m slm Sviluppo planimetrico: 280 m Pozzi interni: P15, P15, P6, P11, P4, P9, P25, P15, P3, P8, P5 Rilievo: GSM (P. Calella, F. Del Vecchio e M. Marraffa), 1988 L’ingresso della cavità è ubicato pochi metri più in alto dell’Inghiottitoio di Serra Carpineto che si apre sul versante nord orientale di Serra Carpineto alla base di una parete calcarea con uno spettacolare ingresso a meandro. Può essere raggiunta dal Casone Aresta risalendo la valle tra Li Iazzali e Serra Carpineto oppure percorrendo il sentiero che si incrocia 800 m oltre il Figliolo lungo la strada bianca Petina-Lauro Fuso. Essa rappresenta un inghiottitoio fossile che, nonostante si apra molto vicino a quello attivo di Serra Carpineto, ha avuto uno sviluppo indipendente ed in direzione opposta. Descrizione della grotta Un modesto portale, impostato su interstrato, immette in una caverna che degrada in un meandro inclinato interrotto da alcuni saltini. L’accesso al meandro è alquanto stretto, poi esso porta su un P15 iniziale da frazionare a più altezze. Si prosegue percorrendo in alto il meandro che, dopo un tratto concrezionato, conduce in una bassa galleria. Oltrepassata quest’ultima il meandro si approfondisce e, attraverso uno scivolo molto inclinato, si accede al successivo P 15. Alla base del salto (punto 4) si incontra un piccolo corso d’acqua che si risale per una cinquantina di metri attraverso un tortuoso meandro fino a chiudersi in strettoia. Ritornando al ramo principale si nota che la cavità da questo punto in poi diventa attiva presentando ambienti nettamente diversi da quelli precedenti: al meandro stretto ed inclinato fanno posto pozzi generalmente poco profondi e basse, tortuose ed anguste gallerie. Superata una sequenza di salti (P6, P11, P4, P9, P25, P15, P3, P8, P5) si giunge infine in una larga galleria a 226 m di profondità. Questo ambiente, purtroppo, non lascia alcuna possibilità di prosecuzione a causa di un enorme crollo instabile che occlude tutta la sezione della galleria. Si segnala la presenza di molti e pericolosi detriti instabili sui pozzi.

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